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Capita molto frequentemente di ricevere
notizie di persone decedute. Il nostro pensiero si fa subito triste quasi
si voglia partecipare al dolore di quanti le conoscevano. Bambini, ragazzi,
anziani. Non crediamo ci sia un'età per morire. Qualcuno dice che
dopo la morte c'è qualcosa di diverso, forse di più bello.
Sarà pure vero, ma per chi rimane è veramente dura crederci.Ora
invece è arrivata una notizia che non avremmo mai voluto ricevere.
Il cuore per un attimo ha interrotto il suo battito vitale, per poi riprendere
in maniera diversa come se un pezzo si fosse staccato e avesse raggiunto
la gola quasi per soffocarci. Stefano ci ha lasciato.Ma chi era Stefano?
Sicuramente chi leggerà queste poche righe dirà che sono
le solite parole che si dicono per riempirsi la bocca quasi si volesse
trovare un alibi o una giustificazione. Era un ragazzo che frequentava
la Curva Nord, un Ranger quindi per i più un poco di buono, un
ultrà e non certo un santo.Pensate quello che volete, dite quello
che volete, ma a noi oggi è venuto a mancare un fratello, un amico,
un fedele compagno di mille storie, UN GUERRIERO. Vi sembreremo infantili
nel definire Stefano un guerriero, ma è l'unico termine che troviamo
per farvi capire chi era Stefano. Un ragazzo che aveva un cuore grande
e chiunque gli avesse chiesto una mano lui era disposto a dargliela. Nel
bene e nel male, sempre e per questo sicuramente non era un santo. E per
quanti nonostante avessero ricevuto anche una mano da lui e non hanno
voluto onorarlo, sappiano che Stefano era così buono che li avrà
sicuramente già perdonati.Il simbolo che noi portiamo sulle nostre
sciarpe e sugli striscioni è di un indiano, di un guerriero. E
se da oggi dopo aver letto queste pPoche righe vi soffermerete un attimo
in più ad osservare meglio gli occhi di quell'indiano, forse incrocerete
ancora lo sguardo di tutti quelli che ci hanno lasciato e quindi anche
gli occhi di Stefano.! |
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